«Comprendo le ragioni dell’amministrazione e del sindaco: la sicurezza è un tema serio e non va sottovalutato. Ma proprio per questo credo che la politica debba trovare soluzioni che tengano insieme sicurezza e vivibilità. Durante lo stesso Consiglio Comunale è stato approvato anche il rendiconto finanziario, il cosiddetto bilancio consuntivo. Ma ogni consuntivo nasce prima da una programmazione preventiva. E allora credo che questa sia anche l’occasione per chiedere all’amministrazione di investire maggiormente nella sicurezza e nella guardiania della Villa del Castello, invece di limitarsi alla chiusura degli accessi. Se il problema è garantire controlli adeguati, allora si possono prevedere maggiori risorse per personale addetto, vigilanza e gestione degli spazi pubblici. Questa è politica amministrativa: programmare spese e servizi per consentire ai cittadini di vivere pienamente i luoghi della città. Anche perché il 2026 rappresenterà l’ultimo anno pieno di questa amministrazione, che giustamente sta puntando molto sulle opere pubbliche e sugli interventi visibili.
Ma accanto alle opere materiali esiste anche la qualità della vita quotidiana dei cittadini, fatta di piccoli percorsi, abitudini e spazi condivisi. Le commissioni consiliari, da quanto emerso, avevano manifestato un orientamento favorevole a una maggiore apertura dei varchi. Segno che il tema è sentito e merita ascolto. In molte città pugliesi e italiane le ville comunali restano aperte e vissute quotidianamente, senza rinunciare alla sicurezza. Noi cittadini spesso possiamo far sentire la nostra voce solo attraverso il web o piccoli interventi pubblici. E allora provo a farlo così, da semplice residente del quartiere: chiedendo che la Villa del Castello torni a essere un luogo aperto, vissuto e attraversato liberamente da chi ama Barletta. Perché il Castello non è soltanto un monumento da guardare. È parte della nostra vita quotidiana».










