«Gli anticorpi monoclonali anti-amiloide sono stati sviluppati per legarsi alle forme patologiche della proteina β-amiloide e favorirne la rimozione dal cervello – spiega Giorelli – con l’obiettivo di rallentare la progressione della malattia di Alzheimer nelle sue fasi iniziali. Essi rappresentano le prime terapie in grado di agire sui meccanismi biologici alla base della patologia, inaugurando una nuova era di trattamenti modificanti il decorso della malattia».
«La Asl Bt si è dotata negli ultimi 3 anni – continua Di Fazio – di tutte le competenze professionali e delle necessarie strutture diagnostiche perché questo progetto possa subito essere messo in pratica attraverso la costituzione di una rete di professionisti dedicati».
«Considerati i risultati delle prime sperimentazioni e le simulazioni sull’utilizzo diffuso – conclude Tiziana Dimatteo – si intravede oggi una possibilità di cura percorribile nel futuro prossimo».










