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Vieste, sviluppi sull’agguato in centro: i carabinieri stringono il cerchio sul presunto pistolero

Vieste, sviluppi sull’agguato in centro: i carabinieri stringono il cerchio sul presunto pistolero


Momenti di paura nel tardo pomeriggio di ieri a Vieste, dove un uomo di 42 anni è stato ferito da un colpo di pistola esploso in una delle piazze più frequentate della cittadina garganica. L’episodio si è verificato intorno alle 19.30 in piazza Vittorio Emanuele, in un orario in cui il centro era affollato da residenti e turisti.

La vittima è Hechmi Hdiouechitalo-marocchino di 42 anni, raggiunto da un proiettile al termine di quello che appare come un vero e proprio agguato.

L’agguato davanti a residenti e turisti

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo sarebbe stato avvicinato da due persone. Una di queste avrebbe estratto una pistola calibro 7.65 e fatto fuoco, colpendolo.

L’esplosione del colpo ha seminato il panico tra le numerose persone presenti nella piazza, una delle zone più frequentate del centro cittadino, soprattutto nel periodo estivo.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i sanitari del 118 che hanno prestato le prime cure al ferito prima del trasferimento all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.

Dimesso dopo le cure

Le condizioni del 42enne non sono apparse particolarmente gravi. I medici gli hanno diagnosticato una prognosi di dieci giorni e, dopo gli accertamenti del caso, l’uomo è stato dimesso nella tarda serata di ieri.

Nel frattempo i carabinieri hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e individuare eventuali responsabilità.

Individuato un sospettato

Secondo quanto trapelato nelle ultime ore, i militari dell’Arma avrebbero già individuato il presunto autore degli spari. Gli investigatori stanno ora lavorando per chiarire il movente dell’agguato e verificare eventuali collegamenti con il contesto criminale locale.

La condanna nel processo “Omnia Nostra”

Il nome di Hdiouech è emerso recentemente nelle cronache giudiziarie. Lo scorso 30 aprile, infatti, era stato condannato in primo grado a undici anni e sei mesi di reclusione nell’ambito del processo “Omnia Nostra”, nato dall’operazione condotta dai carabinieri nel dicembre 2021 contro il clan Lombardi-Scirpoli-La Torreattivo tra Manfredonia, Mattinata e Monte Sant’Angelo.

L’inchiesta aveva inoltre fatto luce sui rapporti tra il gruppo criminale e il boss viestano Marco Raduanooggi collaboratore di giustizia. Tra gli elementi emersi durante le indagini anche il presunto controllo del settore ittico di Manfredonia da parte dell’organizzazione criminale.

Le indagini sulla sparatoria proseguono per accertare ogni aspetto della vicenda.

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